Smetti di sprecare la tua innovazione:


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Little nightly thoughts
by Business Exploration

Dear Fellow Innovator,

I am Flavio, an engineer with a passion for innovation

Parliamone

Cosa serve davvero per uno Spin-Off di successo da una Corporation?
Probabilmente conta più la prospettiva giusta che non le risorse giuste…

Da quando il Prof. Christensen ha pubblicato i suoi libri, “Disruptive Innovation” è una parola che toglie il sonno a molti imprenditori.

Guarda cosa sta facendo Amazon al retail, o Uber all’industria dei Taxi. Interi pezzi di PIL sono travolti dalla Disruptive Innovation.

Questi poveri manager si sentono disarmati di fronte a qualcosa che percepiscono come imprevedibile e rapidissimo. La velocità con cui i business digitali scalano cambia le regole del gioco da un giorno all'altro, rendendo inutili investimenti hardware costruiti in decenni.

Ma ciò che davvero mi stupisce non è la “Disruptive Innovation”.

È pensare all’incredibile quantità di innovazione che viene sprecata ogni giorno nei centri di ricerca delle aziende consolidate:

Dobbiamo lavorare in modo diverso:


Il più grande spreco del nostro tempo:

Pensa un momento a Percy Spencer, l’inventore del forno a microonde. Negli anni ’40 studiava le microonde in Raytheon (azienda produttrice di radar per il Dipartimento della Difesa USA) quando notò che una barretta di cioccolato in tasca si stava sciogliendo.

In un’azienda normale, questo sarebbe stato classificato come “un fastidioso difetto” delle prestazioni del radar e soggetto a un “fix” per eliminarlo.

In Raytheon invece questo “effetto collaterale” fu studiato e brevettato.

Nel 1947 Raytheon portò sul mercato il primo forno a microonde, oggi un immancabile in ogni cucina.

Ma quante “invenzioni” hanno questa fortuna? La realtà è che ogni giorno, le stesse aziende terrorizzate dalla Disruptive Innovation, buttano via decine di invenzioni che potrebbero diventare innovazioni reali.

Investiamo miliardi in R&D sapendo che solo una piccola percentuale del lavoro è allineata alla traiettoria tecnologica dell’azienda, e allo stesso tempo scartiamo tutto ciò che troviamo ma che non rientra in quella traiettoria.

Questo, credo, è uno dei più grandi sprechi del nostro tempo.

Perché succede:

Una delle ragioni principali è la mancanza di una vera Cultura Imprenditoriale dentro le Corporate. Quello spirito che permette a una persona di prendere rischi, provare, sbagliare e riprovarci finché l’innovazione non prende forma.

Ma non è una colpa, come spesso sostengono certi “innovation expert”. È semplicemente il risultato di un processo che premia la capacità del management di ottimizzare un business model consolidato.

Il management utilizza decenni di buone pratiche per “filtrare dentro” le idee che migliorano la competitività lungo una traiettoria tecnologica nota, mentre “filtra fuori” tutte quelle idee che potrebbero deviare l’azienda da quella traiettoria, quasi sicuramente riducendo la capacità di superare la concorrenza.

Lo spirito imprenditoriale — lo stesso che ha reso possibile la nascita della Corporation — serve quando un business model deve ancora essere trovato e finché non si stabilizza lungo una precisa traiettoria tecnologica.

Un Corporate Incubator può aiutare:

Partendo da questa considerazione, forse esiste un modo per salvare lo “spreco di innovazione”.

Le Corporate devono introdurre un po’ di quella cultura imprenditoriale che dalla Silicon Valley si sta diffondendo ovunque: il movimento Lean Start-up.

Come stanno facendo alcune grandi aziende — Airbus, General Electric — adottando metodologie lean start-up e costruendo start-up lab interni.

…ma probabilmente tutto questo non funzionerà.

Inverti il flusso!

Invece, lo scopo di un Corporate Lab — secondo me — dovrebbe essere quello di ricevere dal Centro Ricerche tutte le invenzioni “non allineate”, per testarle e aiutarle a trovare il giusto Cliente.

Un Corporate Lab, in altre parole, non dovrebbe puntare a generare vantaggio competitivo sulla traiettoria principale, ma a diventare un nido dove le invenzioni non allineate possano creare le ali e diventare una nuova traiettoria tecnologica come Spin-Off.

Con questa prospettiva diversa un Corporate Lab darebbe una nuova interpretazione agli sforzi dell’R&D interno, smettendo di essere visto come un pericolo o un potenziale “disruptor”, e iniziando a essere percepito come il Futuro dell’azienda.

(Anche perché… siamo sinceri… le probabilità che un Chief R&D Officer ammetta che uno startupper sconosciuto abbia portato sul tavolo un’innovazione notevole — proprio quella che lui è pagato per trovare — sono praticamente zero.
Servirebbe un Santo, e i Santi non abbondano ai piani alti delle grandi Corporate… ;-) )


Don't miss the next hint:

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Cosa serve davvero per uno Spin-Off di successo da una Corporation?
Probabilmente conta più la prospettiva giusta che non le risorse giuste…

Da quando il Prof. Christensen ha pubblicato i suoi libri, “Disruptive Innovation” è una parola che toglie il sonno a molti imprenditori.

Guarda cosa sta facendo Amazon al retail, o Uber all’industria dei Taxi. Interi pezzi di PIL sono travolti dalla Disruptive Innovation.

Questi poveri manager si sentono disarmati di fronte a qualcosa che percepiscono come imprevedibile e rapidissimo. La velocità con cui i business digitali scalano cambia le regole del gioco da un giorno all'altro, rendendo inutili investimenti hardware costruiti in decenni.

Ma ciò che davvero mi stupisce non è la “Disruptive Innovation”.

È pensare all’incredibile quantità di innovazione che viene sprecata ogni giorno nei centri di ricerca delle aziende consolidate:

Dobbiamo lavorare in modo diverso:


Il più grande spreco del nostro tempo:

Pensa un momento a Percy Spencer, l’inventore del forno a microonde. Negli anni ’40 studiava le microonde in Raytheon (azienda produttrice di radar per il Dipartimento della Difesa USA) quando notò che una barretta di cioccolato in tasca si stava sciogliendo.

In un’azienda normale, questo sarebbe stato classificato come “un fastidioso difetto” delle prestazioni del radar e soggetto a un “fix” per eliminarlo.

In Raytheon invece questo “effetto collaterale” fu studiato e brevettato.

Nel 1947 Raytheon portò sul mercato il primo forno a microonde, oggi un immancabile in ogni cucina.

Ma quante “invenzioni” hanno questa fortuna? La realtà è che ogni giorno, le stesse aziende terrorizzate dalla Disruptive Innovation, buttano via decine di invenzioni che potrebbero diventare innovazioni reali.

Investiamo miliardi in R&D sapendo che solo una piccola percentuale del lavoro è allineata alla traiettoria tecnologica dell’azienda, e allo stesso tempo scartiamo tutto ciò che troviamo ma che non rientra in quella traiettoria.

Questo, credo, è uno dei più grandi sprechi del nostro tempo.

Perché succede:

Una delle ragioni principali è la mancanza di una vera Cultura Imprenditoriale dentro le Corporate. Quello spirito che permette a una persona di prendere rischi, provare, sbagliare e riprovarci finché l’innovazione non prende forma.

Ma non è una colpa, come spesso sostengono certi “innovation expert”. È semplicemente il risultato di un processo che premia la capacità del management di ottimizzare un business model consolidato.

Il management utilizza decenni di buone pratiche per “filtrare dentro” le idee che migliorano la competitività lungo una traiettoria tecnologica nota, mentre “filtra fuori” tutte quelle idee che potrebbero deviare l’azienda da quella traiettoria, quasi sicuramente riducendo la capacità di superare la concorrenza.

Lo spirito imprenditoriale — lo stesso che ha reso possibile la nascita della Corporation — serve quando un business model deve ancora essere trovato e finché non si stabilizza lungo una precisa traiettoria tecnologica.

Un Corporate Incubator può aiutare:

Partendo da questa considerazione, forse esiste un modo per salvare lo “spreco di innovazione”.

Le Corporate devono introdurre un po’ di quella cultura imprenditoriale che dalla Silicon Valley si sta diffondendo ovunque: il movimento Lean Start-up.

Come stanno facendo alcune grandi aziende — Airbus, General Electric — adottando metodologie lean start-up e costruendo start-up lab interni.

…ma probabilmente tutto questo non funzionerà.

Inverti il flusso!

Invece, lo scopo di un Corporate Lab — secondo me — dovrebbe essere quello di ricevere dal Centro Ricerche tutte le invenzioni “non allineate”, per testarle e aiutarle a trovare il giusto Cliente.

Un Corporate Lab, in altre parole, non dovrebbe puntare a generare vantaggio competitivo sulla traiettoria principale, ma a diventare un nido dove le invenzioni non allineate possano creare le ali e diventare una nuova traiettoria tecnologica come Spin-Off.

Con questa prospettiva diversa un Corporate Lab darebbe una nuova interpretazione agli sforzi dell’R&D interno, smettendo di essere visto come un pericolo o un potenziale “disruptor”, e iniziando a essere percepito come il Futuro dell’azienda.

(Anche perché… siamo sinceri… le probabilità che un Chief R&D Officer ammetta che uno startupper sconosciuto abbia portato sul tavolo un’innovazione notevole — proprio quella che lui è pagato per trovare — sono praticamente zero.
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