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Hai mai provato a definire i segmenti in un mercato B2B?
Nella maggior parte dei casi la segmentazione si basa su caratteristiche generali delle aziende,
come dimensione, tasso di crescita, settore o localizzazione geografica.
Il problema di questo tipo di caratterizzazione
è che non aiuta a descrivere il "job-to-be-done" del Cliente.
Senza questo, il value selling perde significato e la vendita diventa un gioco di numeri.
Nel migliore dei casi lasci sul tavolo punti di Prezzo,
nel peggiore rischi che un nuovo player ri-segmenti il mercato
in un modo che ti esclude o ti ridimensiona pesantemente.
Se invece provi a usare framework più raffinati come le "Buyer's personas"
scopri presto che sono perfette per i mercati B2C consumer,
ma non riescono a cogliere la complessità di una vendita industriale.
20 anni fa ho iniziato a usare un concetto semplice per la segmentazione B2B
che mantiene i meriti delle "personas" E riesce a spiegare il "job-to-be-done".
Lo zoo dei buyer.
Spero ti sia utile,
Flavio
Quando la Community che servi è fatta di clienti con obiettivi ed esigenze diversi,
può essere utile raggrupparli per servirli meglio:
con livelli di servizio dedicati, prezzi diversi, soluzioni su misura ecc.
Il primo passo è identificare le aziende che appartengono alla tua community e che puoi realmente servire:
per farlo applicherai 3 filtri:
Le aziende che realmente servì sono quelle che la concorrenza ti lascia: la tua market share.
Non sono contrario ai criteri "demografici" per la segmentazione B2B.
Fattori come dimensione, crescita, customer lifetime value, settore, localizzazione ecc.
sono un ottimo punto di partenza e un modo utile per vedere i segmenti dal punto di vista di azionisti, investitori e stakeholder.
Il modo in cui preferisco guardare ai clienti però è il punto di vista del venditore.
Il mio obiettivo è descrivere il segmento in modo semplice da capire e utile alla vendita.
Per esempio, questi possono essere elementi da osservare nei clienti B2B:
Chiunque abbia provato a definire segmenti di mercato, sa che non esiste una regola "one-size-fits-all".
Devi formulare un’ipotesi, provarla, verificare i risultati e ripetere
finché non sei sufficientemente sicuro dei criteri scelti.
Una volta definiti i tuoi "segmenti" puoi provare questo approccio per usarli:
Dai un nome ai tuoi segmenti con un Animale.
Quando cerchi di trovare archetipi per i clienti B2B puoi imparare da Esopo.
Esopo è uno dei più grandi narratori della civiltà occidentale.
Le sue storie usano animali per rappresentare vizi e virtù di uomini e donne,
lasciandoci lezioni di vita indimenticabili.
Ho iniziato a usare animali per descrivere gli archetipi dei miei segmenti industriali
nel 2001. La prima volta in un progetto di segmentazione in Versalis, la divisione chimica del gruppo ENI;
l’ultima volta pochi giorni fa in un OEM di magazzini automatici.
Per l’OEM di magazzini automatici è stato utile segmentare i clienti secondo 2 fattori:
I Buyer's Animal erano:
Il grande vantaggio degli animali-buyer è che non sono vincolati, ad esempio, a un settore.
Puoi trovare un Polpo nell’Automation così come un Cammello nella Distribution.
Avranno obiettivi, esigenze e priorità simili.
C’è un ultimo controllo che puoi fare per verificare se l’animale funziona:
vedi se il cliente sarebbe felice di descriversi con quell’animale.
Se sì, allora il tuo animale riesce probabilmente a descrivere il "job-to-be-done" del cliente abbastanza bene.
trovali nel nostro booklet: "The Human Sales",
che Ingegneri, PhD, Data Scientists e Persone Tecniche usano dal 2009
per servire community che valorizzano la loro Innovazione:
(gratuito per studenti)
Strumenti e metodi dei negoziatori professionisti
Francesco Caporali - Flavio Tosi
Franco Angeli Editore
Valutazione 4,4 su 9 recensioni:
Per esperti e neofiti
Ottimo
Libro utile per la negoziazione business